PREGHIERA NELLE CASE

"Quando la preghiera si fa risposta ad un invito e frutto di un'esigenza" 

L'esperienza della preghiera nelle case nasce come risposta ad un invito e ad un'esigenza maturata a partire da una frequentazione:
- l'invito è la proposta fattaci dalla comunità monastica di vivere anche in famiglia l'ascolto della Parola;
- l'esigenza è il frutto della frequenza alla mensa eucaristica domenicale.
Negli anni dall' 85 in poi, è venuto maturando il bisogno di non limitare la preghiera solo alla messa domenicale o alle occasionali visite alla comunità monastica, ma di continuare l'incontro con il Signore anche nei giorni feriali.
Già alcuni di noi avevano iniziato a pregare e a leggere le Scritture per conto proprio; mancava però la dimensione comunitaria, quei "due o tre riuniti nel mio nome" per continuare l'esperienza domenicale della comunità dei fedeli che si ritrovano intorno alla mensa di Cristo. Ed è stato, sin dall'inizio, Lui, Gesù, il centro dei nostri incontri di preghiera. Lui che ci parla e che vuole essere riconosciuto come buona novella, lieto annunzio, Lui che poco a poco, con l'assiduità dell'ascolto e con una guida anche interpretativa dei monaci, ci fa conoscere nel suo volto di Figlio il volto del Padre, quell' "Abbà", che non solo esce di corsa incontro a quel figlio che si era perduto, ma dona tutto se stesso per amore dei suoi figli.
Mettere al centro Gesù è stato facile. E' bastato metterci d'accordo, grandi e piccoli, che per almeno 30 minuti avremmo messo da parte occupazioni, discorsi e pensieri per metterci in "ascolto", silenzioso e attento, delle sue parole. Prima quelle che Egli stesso recitava nei salmi, poi quelle espresse nel Vangelo della domenica successiva. L'ascolto silenzioso ci ha indotto a riflettere, a ponderare le parole, a cercare significato e senso, spesso a cogliere più significati e più parallelismi con storie ed episodi vissuti proprio da noi.
Ci siamo resi conto che, di settimana in settimana, la Parola ci ha fatto crescere in conoscenza e coscienza ed è cresciuta essa stessa con noi; è diventata viva e vitale, quel tesoro da cui trarre di volta in volta cose meravigliose e sempre nuove. La Parola tenuta tra le mani ci è diventata poco a poco chiave di lettura della realtà, degli eventi che ci colgono spesso impreparati, e modalità di approccio alle esperienze felici e tristi della vita.
Questa Parola è come quella goccia d'acqua che cade regolarmente sul terreno. Vivifica, fa germogliare, scava: non può non modificare la realtà e la vita di chi la accoglie. Spontaneamente, quasi nello stesso silenzio dell'ascolto, essa ha introdotto pensieri e comportamenti nuovi nelle nostre famiglie. Risposte inattese. L'adesione a affidi a distanza, per bambini orfani o abbandonati, in Bolivia e in India; diventare famiglie affidatarie di ragazzi in difficoltà o tutori volontari per ragazzi dati in adozione o affidamento. Ma anche aderire a nuovi stili di vita, più sobri nei consumi e attenti a quelle forme di economia più eque e rispettose dei diritti e dei bisogni del sud del mondo, più scrupolose nella tutela dell'ambiente.
Ora possiamo dire di capire di più quel passo della Scrittura dove si dice che il Signore manda la Parola "come la pioggia e la neve (che) scendono da cielo e non vi ritornano senza aver irrigato e fatto germogliare la terra".

Famiglie di Giovanna e Cristian, Brunella e Roberto, Cinzia e Roberto

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